Intercultura

Carla Capesciotti


Per conoscere la Cina. Percorsi attraverso la storia millenaria di un paese oggi al centro degli equilibri mondiali.

1. Geografia e storia del Paese di Mezzo. Dai secoli dell’Impero alla Repubblica popolare.

* Le due grandi regioni del Nord e del Sud e il loro contributo al processo di formazione della civiltà cinese. La continuità come un dato caratteristico della storia del paese. La funzione dei sovrani, fondamento dell’equilibrio tra la società e l’ordine naturale, e lo stretto collegamento con il concetto di “mandato celeste” (tianming). Una continuità sociale e istituzionale, fondata su una concezione “razionale” dell’ordine naturale che i gesuiti, i primi occidentali a fare oggetto la civiltà cinese di uno studio sistematico nei secoli XVII e XVIII, presentano come modello all’Europa. Il mutamento della prospettiva nel XIX secolo con l’affermazione in Occidente di una concezione storica fondata sull’idea di progresso. Le varie fasi della storia dinastica del paese dall’impero antico al declino della Cina imperiale. I fattori di continuità della civiltà cinese: l’importanza della scrittura e la funzione dei letterati nell’organizzazione dei rapporti sociali fin dalle fasi più antiche della storia cinese. Il ruolo dei confucianesimo nella continuità della tradizione. La subordinazione della religione allo stato. Il culto degli antenati e l’importanza dell’organizzazione familiare nella società cinese. I riti funebri, funzionali al mantenimento della struttura familiare indipendentemente dalla fede nell’immortalità. Il buddismo e il taoismo nella storia della Cina.
* La crisi ideologica che investe l’impero alla fine del XIX secolo. L’abolizione nel 1905 degli esami di stato per il reclutamento dei funzionari, strumento tradizionale di selezione della classe dirigente. La riorganizzazione del sistema scolastico sul modello occidentale e la fondazione dell’ Università di Pechino nel 1902. La nascita di un movimento repubblicano, collegato alla formulazione di un nuovo concetto di nazione. La rivoluzione del 1911. Sun Yat-sen, figura di punta del movimento, assume a Nanchino il I gennaio 1912 la carica di presidente della Repubblica cinese. L’abolizione del tradizionale calendario lunare e l’adozione di quello solare a simboleggiare il passaggio a una nuova era. Dopo le dimissioni di Sun Yat-sen, Yuan Shikai, eletto il 15 febbraio alla presidenza provvisoria del parlamento di Nanchino, presta giuramento davanti alla costituzione e il parlamento e il governo si trasferiscono a Pechino. Il Movimento del 4 maggio 1919, o Movimento per una Nuova Cultura, protagonista una giovane intellighenzia formatasi all’estero. Nell’ottobre del 1919 Sun Yat-sen riorganizza il Guomindang, il Partito nazionalista cinese, fondato nell’agosto 1912 con l’obiettivo di trasformare la Cina in un grande paese moderno e democratico. La fondazione nel luglio del 1921 a Shanghai del Partito Comunista cinese, che nel III Congresso del 1923 lancia la rivoluzione nazionale come priorità della propria azione. La guerra sino-giapponese e la vittoria sul Giappone nel 1945. La Cina, annoverata tra le grandi potenze, ottiene un seggio come membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La fondazione della Repubblica popolare cinese il I ottobre 1949. La riforma agraria primo atto del governo. La guerra civile tra il Guomindang, con a capo il generale Chiang Kai-shek, e il Partito comunista. La disfatta del Guomindang e la fuga del governo di Chiang Kai-shek a Taiwan. Il “grande balzo in avanti” (1958-1961). La rottura con l’URSS nel ’62. La Rivoluzione culturale, promossa nel ’66 da Mao Zedong contro l’area moderata e maggioritaria del partito. L’azione delle “guardie rosse”. La morte di Mao nel 1976 e l’epurazione dei quadri della rivoluzione culturale. La modernizzazione economica con l’apertura al mercato e al commercio estero con Den Xiaoping nei primi anni ’80. Il massacro di piazza Tian’anmen nel maggio dell’89. Nel mese di giugno Den Xiaoping afferma la continuità della politica di riforma ed apertura della Cina. L’«economia socialista di mercato». La morte di Den Xiaoping e la fine dei veterani della rivoluzione. La nuova Cina. Dalla fine degli anni ’90 agli inizi del III millennio.
Mario Sabattini – Paolo Santangelo, Storia della Cina, Laterza, Bari, 2005.
Maurizio Scarpari (a cura), La Cina. Verso la modernità, vol.III, Einaudi, Torino, 2009.
Anne Cheng, Storia del pensiero cinese, vol.I e II, Einaudi, Torino, 2000.
Annping Chin, Confucio. Una vita di pensiero e di politica, Laterza, Bari, 2007.
François Jullien, Pensare con la Cina, Mimesis, Milano, 2007.

2. La Cina e l’Occidente. L’incontro tra due civiltà millenarie.
Dal Catai di Marco Polo (1254-1324) alla Cina del gesuita Matteo Ricci (1552-1610).

* La partenza del veneziano Marco Polo, con il padre Niccolò e lo zio Matteo, da Loiazzo nel golfo di Alessandretta in Armenia a diciassette anni nel 1271. Un viaggio durato quattro anni per incontrare Kublai Kan, nipote di Gengis Kan, il cui regno, iniziato nel 1260, segna l’apogeo della potenza mongola in Cina. Al servizio dell’imperatore per diciassette anni, nel 1291 Marco inizia il viaggio di ritorno che lo riporta a Venezia all’età di quarantuno anni.

* La missione in Cina del gesuita Matteo Ricci, figlio dello speziale maceratese Giovanni Battista.
Dopo gli studi presso il Collegio Romano, oggi Pontificia Università Gregoriana, e la formazione scientifica alla scuola del tedesco Cristoforo Clavio, uno dei più celebri matematici del tempo, destinato alla missione d’Oriente, nel 1577 studia lingua e cultura portoghese a Coimbra e l’anno dopo salpa da Lisbona in marzo per giungere a settembre a Goa. Ordinato sacerdote nel 1580, viene inviato nell’82 a Macao per aiutare il padre Michele Ruggieri nel tentativo di entrare in Cina. Il contributo fondamentale di Matteo Ricci al successo della missione, grazie alle sue competenze scientifiche e tecniche e all’apprendimento del cinese classico e della scrittura. Nell’83 la prima residenza in Cina a Zhaoqing, nella provincia del Guangdong, e l’anno dopo la pubblicazione del primo Mappamondo cinese. I gesuiti vestono l’abito dei bonzi buddisti, che Matteo Ricci, in cinese Li Madou e Xitai, maestro dell’estremo Occidente, lascerà dodici anni dopo per indossare quello dei letterati, secondo la tradizione del confucianesino. Il cammino missionario verso la capitale dell’impero. Da Zhaoqing a Shaozhou, ricco borgo commerciale, trenta chilometri più a nord. Nel 1595 l’ingresso a Nanchino, sulla sponda occidentale dello Yangzi, il Fiume Azzurro, capitale dell’impero per cinque dinastie e durante il regno dei primi due imperatori Ming. L’espulsione da Nanchino e la decisione di ripiegare su Nanchang, nota per le scuole di preparazione agli esami di accesso alla carriera di funzionario imperiale. L’affermazione e le amicizie di Ricci nel mondo dei letterati. La partenza per Pechino nel giugno del ’98 e l’arrivo a Nanchino, da cui era stato scacciato tre anni prima. L’ingresso a Pechino, la mitica Qanbaliq di Marco Polo il 24 giugno 1601, a quarantotto anni. La consegna dei doni, che accompagnano la richiesta di udienza all’imperatore Wanli, il 14° sovrano Ming. Il dialogo a distanza con l’imperatore. L’11 maggio 1610, dopo una breve malattia, la morte e la concessione , per la prima volta a uno straniero, della sepoltura nella capitale. La missione dei gesuiti in Cina dopo Matteo Ricci.

* Il viaggio degli scrittori italiani nella Cina comunista. La visita di Carlo Cassola e Franco Fortini tra l’ottobre e il novembre del 1955, al seguito di un gruppo di intellettuali di diversa formazione, tra cui Norberto Bobbio e Piero Calamandrei. Il presente e il passato della Cina, la natura e le città dal nord al sud del paese nel confronto di Cassola e Fortini. Il viaggio di Goffredo Parisi nel ’66 in piena rivoluzione culturale. Un approccio di tipo visionario-poetico e insieme dialogico-conoscitivo. Il presente e il futuro della Cina nei saggi di Federico Rampini.

Marco Polo, Il Milione, Mondadori, Milano, 1990.
Filippo Mignini, Matteo Ricci. Il chiostro delle fenici, Il lavoro editoriale, Ancona, 2004.
Michela Fontana, Matteo Ricci, un gesuita alla corte dei Ming, Mondadori, Milano, 2005.
Gaia De Pascale, Narratori e poeti italiani del Novecento in giro per il mondo, Bollati Boringhieri, Torino, 2001.
Franco Fortini, Asia Maggiore. Viaggio nella Cina e altri scritti, Manifesto Libri, Roma, 2007.
Goffredo Parise, Cara Cina, in Opere, vol.II, Mondadori, Milano, 1999.
Federico Rampini, Il secolo breve. Storie di uomini, città e denaro dalla fabbrica del mondo, Mondadori, Milano, 2005.
Federico Rampini, L’impero di Cindia. Cina, India e dintorni: le superpotenze asiatiche da tre miliardi e mezzo di persone, Mondadori, Milano, 2007.

3. La storia, i costumi, le tradizioni, l’immaginario collettivo attraverso la produzione artistica e letteraria.
La narrativa dei periodi Ming e Qing tra il XVII e il XVIII secolo. La fase di transizione dal declino della dinastia Qing alla Repubblica popolare (1850-1911). L’affermazione della narrativa rispetto alla poesia e alla saggistica , generi al vertice della gerarchia letteraria nel periodo imperiale. La traduzione di opere della letteratura occidentale. Il Movimento del 4 maggio 1919 inizio della moderna letteratura cinese. L’affermazione del romanzo alla luce dei grandi modelli occidentali. Dickens, Balzac, Tolstoj. L’opera di Yu Dafu (1896-1945), Mao Dun (1896-1981), Lao She (1899-1966). Le donne si affacciano per la prima volta al mondo della letteratura. I racconti e i romanzi di Zhang Ailing (1920-1995), nata a Shanghai ed emigrata negli Stati Uniti nel 1956. Mao Zedong e la nuova politica culturale: verso la letteratura delle masse. La Rivoluzione culturale e la campagna di odio verso ogni forma di produzione individuale. Riscoperta del concetto di individuo e soggettività e riapertura del dialogo con il mondo occidentale nel quadro della politica di riforme di Den Xiaoping. Le principali voci della narrativa del ‘900. Gao Xingjian (1940) scrittore di teatro, romanziere e critico letterario, ha lasciato la Cina per la Francia nel 1988. Premio Nobel nel 2000. Mo Yan (1955), fondatore del movimento letterario della Ricerca delle radici. Yu Hua (1960). Il mondo contadino nel romanzo Vivere! e la rivoluzione culturale nel romanzo Brothers.

Mario Sabattini – Paolo Santangelo, Il pennello di lacca. La narrativa cinese dalla dinastia Ming ai giorni nostri, Laterza, Bari, 1997.
Paolo Santangelo, Il sogno in Cina. L’immaginario collettivo attraverso la narrativa Ming e Qing, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1998.
Nicoletta Pesaro, Letteratura cinese moderna e contemporanea, in Maurizio Scarpari (a cura), La Cina, vol.III, Einaudi, Torino, 2009.
Zhang Ailing, La storia del giogo d’oro (1968), Bur, Milano, 2006.
Zhang Ailing, L’amore arreso (1968), BUR, Milano, 2009.
Zhang Ailing, Lussuria e altri racconti (1983), BUR, Milano, 2007.
Gao Xingjian, La montagna dell’anima (1990), BUR, Milano, 2002.
Mo Yan, Sorgo rosso (1988), Einaudi, Torino, 1997.
Mo Yan, L’uomo che allevava i gatti (1986.89), Einaudi, Torino, 1997.
Mo Yan, Grande seno, fianchi larghi (1996), Einaudi, Torino, 2002.
Yu Hua, Vivere! (1993), Feltrinelli, Milano, 2009.
Yu Hua, Brothers (2005), Feltrinelli, Milano, 2008.

4. Il cinema.
Verranno proiettati due film sulla Cina. Le date verranno comunicate durante il corso.


Intercultura. Carla Capesciotti
6 Dicembremartedì17.30-18.30
13 Dicembremartedì17.30-18.30
20 Dicembremartedì17.30-18.30
10 Gennaiomartedì17.30-18.30
17 Gennaiomartedì17.30-18.30
24 Gennaiomartedì17.30-18.30
31 Gennaiomartedì17.30-18.30
7 Febbraiomartedì17.30-18.30
14 Febbraiomartedì17.30-18.30
28 Febbraiomartedì17.30-18.30
6 Marzomartedì17.30-18.30
13 Marzomartedì17.30-18.30